Negli anni ’70 la Formula 1 viveva un’epoca dominata dai motori aspirati. Ma nel 1977, con la comparsa della Renault RS01, tutto cambiò: nacque il primo motore turbo in F1, il propulsore che avrebbe inaugurato una nuova era tecnologica e prestazionale.
Il cuore di quella rivoluzione era il Renault-Gordini EF1, un V6 da 1.5 litri dotato di turbocompressore, una soluzione fino ad allora utilizzata quasi solo nelle competizioni endurance ed in poche altre occasioni. Un inizio non facile, anzi guardato con supponenza dai “pilastri” della F1: nelle prime apparizioni il motore era molto inaffidabile, soffriva di surriscaldamento e di un ritardo di risposta, che si traduceva in una vettura che mandava grosse nuvole di fumo bianco dai suoi scarichi.
Ken Tyrrell, divertito da quella visione durante il Gran Premio d’Inghilterra del ’77, soprannominò la nuova arrivata “The Yellow Teapot”, ovvero la teiera gialla. Ma prima di quell’esordio disastroso, la creazione del motore turbo parte da lontano, dall’estro visionario di François Castaing e Bernard Dudot, ingegneri motoristi che fin dal 1974 pensavano ad un propulsore da competizione sovralimentato e dopo alcune soddisfazioni nei campionati prototipi pensano all’ulteriore sfida: la F1. Ma la strada si rivelò lunga e tortuosa.
Il primo motore turbo non fu solo una rivoluzione tecnica, ma anche simbolo di un cambiamento epocale nella F1: più potenza, più velocità e una nuova frontiera ingegneristica che avrebbe plasmato il futuro dei motori da competizione.
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