Se n’è andato a 84 anni, dopo una vita completamente dedicata all’automobilismo: uno di quei personaggi capace di fare tutto. Pilota, commentatore, giornalista, opinionista, insegnante. De Adamich non solo ha segnato un punto di svolta, ma ha anche ridefinito il modo di fare telecronache.
E pensare che, per un curioso scherzo del destino, proprio lo sport che tanto amava stava per portarselo via: Silverstone, 1973, De Adamich è in gara con la Brabham-Ford BT42 quando, al termine del primo giro, viene coinvolto in un terribile incidente che lo lascia intrappolato nella sua vettura, andata a sbattere contro la Surtees di Hailwood. Andrea sopravvive, ma non può uscire con le sue gambe dalla monoposto e solo dopo mezz’ora i commissari riescono ad estrarlo e a farlo salire sull’ambulanza. La sua carriera in F1 finisce lì.
Aveva legato il suo nome all’Alfa Romeo: dopo aver vinto il titolo italiano di F3 fu infatti ingaggiato dall’Autodelta, con cui vinse due Campionati Europeo Turismo (1966-67), per poi passare alla F1 ed ai prototipi.
Ma alla maggior parte del pubblico, il nome di De Adamich diventa ancora più noto una volta terminata la carriera in pista. Dapprima stimato giornalista, poi conduttore di Grand Prix sulle reti Mediaset e, per cinque anni, la telecronaca delle gare di F1. Il trio De Adamich-Schittone-Peroni è entrato nel cuore degli appassionati e soprattutto Andrea si dimostra un telecronista preparato, appassionato, a volte un po’ impulsivo, ma con una telecronaca che lasciava trasparire la sua enorme passione per l’automobilismo.
Aveva la grandissima capacità, grazie alla sua grande parlantina, di riuscire a non rendere le gare noiose; e dire che nell’epoca (1991-1996) in cui ha curato la telecronaca, molto spesso c’erano gare soporifere. Frasi come “pensate un pochino” e “cinque secondi linea a Milano” le pensiamo direttamente con la sua voce. E come dimenticare la telecronaca di uno dei videogiochi più belli a tema F1, il capitolo 1997: inconfondibile il suo “Ha colpito il canadese!”
Da non dimenticare poi il suo impegno per la sicurezza stradale, con la fondazione nel 1991 del Centro Internazionale Guida Sicura a Varano.
Insomma, senza Andrea De Adamich lo sport, il giornalismo, la tv, non sarebbero quelli che conosciamo oggi. Una figura importantissima che mancherà a tutti gli appassionati.
