Un weekend per crescere o crollare

Un weekend per crescere o crollare

Ci sono gare che segnano un prima e un dopo, e il Canada è stata proprio una di queste.

C’è una differenza sottile tra credere in un pilota e crescerlo. Toto Wolff ha fatto entrambe le cose con Andrea Kimi Antonelli. Lo ha scelto, protetto, accompagnato. E un giorno ha deciso che era il suo momento: lo ha fatto debuttare in Formula 1 a soli diciott’anni, mettendolo sul sedile di un 7 volte campione del mondo, dopo appena una stagione in Formula 2. Un rischio troppo grande? Forse, ma sapeva di avere tra le mani qualcosa di prezioso. E in Canada finalmente ha potuto mettere tutti a tacere.

Che la stoffa di Antonelli fosse fuori dal comune lo si diceva da anni, ma la Formula 1 è spietata: il talento va tradotto in risultati, altrimenti resta potenziale inespresso. Kimi ha impiegato dieci GP per mettersi in tasca un podio, e lo ha fatto su un circuito che ha visto debuttare i più grandi, spesso nel bene e nel male. Era partito all’esterno, aveva preparato il sorpasso con lucidità, senza forzature. Aveva aspettato. Il podio se l’è costruito lì, ma l’ha difeso con i nervi. Anche nei giri finali, quando il degrado si è fatto sentire e il podio sembrava scivolargli via, Kimi non ha sbagliato nulla. Ha resistito, ha ascoltato, ha controllato. E poi la Safety Car ha messo il sigillo su un risultato che forse meritava anche qualcosa in più: il tempo di goderselo davvero, magari tagliando il traguardo senza finire in parata, senza troppe emozioni.

Ma non importa. Non importa perché questo podio, arrivato alla decima gara, in Canada, su una pista sconosciuta per Kimi azzera tutto. Cancella le frustrazioni di Imola, le piccole occasioni perdute, i weekend in cui avrebbe potuto fare di più e non ha potuto. Ma Kimi ha una dote rara: quella di piegare il tempo. Di farlo diventare un alleato, non un ostacolo. Forse perché da quando è piccolo è abituato a rincorrerlo.

Una delle cose che più colpisce di Kimi e del suo approccio è che sembra correre solo per sé stesso. Cosa che non tutti fanno. Lando Norris, ad esempio, continua sempre a concederci il beneficio del dubbio. Come se corresse ancora per convincere qualcuno. Forse se stesso. Forse il mondo. O chi, dopo anni di attesa, continua a chiedergli quando sarà il suo momento.

In Canada, la McLaren era in rimonta. I due piloti stavano tornando sotto su Antonelli. Piastri davanti, Norris subito dietro. Bastava pazienza. Bastava lucidità. Ma Lando ha sentito l’urgenza di provarci. Prima ha tentato l’affondo al tornantino, poi ha subito l’incrocio. Ha perso lo slancio, ma non ha mollato. Ha puntato Piastri sul rettilineo principale, cercando di infilarsi in uno spazio che non c’era. Una mossa disperata più che coraggiosa. Il contatto è stato inevitabile. E il conto, salato: ala rotta, sospensione danneggiata, ritiro.

In una manciata di curve ha buttato via tutto. Ma più che i punti, Norris ha perso l’occasione di dimostrare di essere diventato qualcosa di diverso. Di essere cresciuto, dimostrando di non cedere alle tentazioni, e dimostrando di meritare la leadership. Quella che oggi sembra appartenere più a Piastri, che ha saputo aspettare, scegliere, portare a casa il massimo possibile. E che si è ritrovato con dodici punti in più sul compagno. Un bottino che continua a farsi sempre più consistente e che mette Oscar in una posizione ideale, quella di prima guida. Perché è inevitabile: prima o poi si dovrà scegliere. Finora si è preferito non farlo. Ma episodi come quello di Montréal non si dimenticano. Anche perché il risultato di una mossa così azzardata oggi poteva costare davvero caro.

Una Ferrari in piena confusione in Canada

Ma mentre in McLaren si comincia a intravedere una gerarchia che forse sarà inevitabile, altrove è il vuoto di leadership a farsi notare. Alla Ferrari, più che una direzione, sembra mancare una voce. Leclerc ha chiesto una cosa, il muretto ne ha scelta un’altra. È accaduto ancora, come già troppe volte in passato. Non è questione di fiducia, ma di disallineamento. Come se si stesse giocando ad un telefono senza fili, e che tra un passaggio e un altro si perdono delle parole. Il quinto posto finale salva le apparenze, ma non cambia la sostanza: anche stavolta, la Ferrari ha perso l’occasione di esserci davvero. Non solo in termini di risultati, ma di presenza. Mentre le altre squadre litigano per il podio, la Rossa resta sempre un passo indietro. Un risultato che va in controtendenza rispetto a quanto invece abbiamo visto oggi nel WEC.

Ma anche qui dovremmo chiederci qual è il vero volto della Ferrari, quello di Le Mans o di Montréal? 

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P.

N.

SCUDERIA E COMPONENTI

GIRI

TEMPO

GAP

INT

GPV

IMPR.

1

11

ARROWS

Bergamaschi - Cappelletti - Durante - Lanzillo

100

NP

-

-

1:03.217

3

2

10

copersucar

Ammirati - Arangio Febbo - Bona - Fittipaldi

100

NP

18.398

18.398

1:03.577

1

3

15

SCUDERIA ITALIA

+ 5" PENALITà

Cecchin - Tomba - Zaranotello

100

NP

53.082

29.684

1:03.905

1

4

8

fondmetal

Ri. Auteri - Ro. Auteri - Zabeo

100

NP

53.298

0.217

1:03.902

1

5

1

eurobrun

Saurin - Scovenna - Vitiello

99

NP

1 giro

-

1:04.187

0

6

9

prost gp

+ 5" PENALITà

PREMIO CREATIVITA'

Falasca - Laurito - Maggio - Ratini

99

NP

1 giro

24.881

1:04.488

1

7

16

super aguri

Bertaia - Bergomi - Curti

98

NP

2 giri

-

1:04.974

4

8

3

toleman

+ 5" PENALITà

Fissolo - Pontello - Rosa - Scarlata

98

NP

2 giri

32.049

1:05.376

0

9

7

coloni

Bernanrdo - G. Carbognin - L. Carbognin - Micheletto

97

NP

3 giri

-

1:04.473

1

10

14

hrt

+ 10" PENALITà

Cappelli - Donatelli - Esposito - Ferrarese

97

NP

3 giri

6.041

1:04.579

3

11

12

hesketh

Michelozzi - Riente D. - Villella

97

NP

3 GIRI

2.209

1:04.759

4

12

6

ANDREA MODA

Bianchi - Corna - Fauceglia - Fasani

97

NP

3 GIRI

1.026

1:04.328

0

13

14

simtek

Cresti - Olivero - Renzi - Signorini

96

NP

4 giri

-

1:05.784

1

14

5

caterham

Budyta - Crescenti - M. Paoli - R. Paoli

95

NP

5 giri

-

1:05.152

5

15

4

forti corse

Facchinello - Martufi - Massa - Visentin

95

NP

5 GIRI

19.854

1:05.490

0

16

2

SPIRIT

Baraldini - Carra - Giovannini

95

NP

5 GIRI

26.605

1:06.376

0

PREQUALIFICHE

QUALIFICATI IN Q1

POS.

SCUDERIA

TEMPO

DIST.

1

copersucar

1:03:872

MIGLIOR TEMPO

2

EUROBRUN

1:04.128

+ 0.314

+ 0.314

3

ARROWS

1:04.666

+ 0.794

+ 0.480

4

FONDMETAL

1:04.701

+ 0.829

+ 0.035

5

SCUDERIA ITALIA

1:04.936

+ 1.064

+ 0.235

6

PROST GP

1:05.170

+ 1.298

+ 0.234

7

TOLEMAN

1:05.574

+ 1.702

+ 0.404

8

HESKETH

1:05.603

+ 1.731

+ 0.029

ESCLUSI

9

CATERHAM

1:05.707

+ 1.835

+ 0.104

10

COLONI

1:05.767

+ 1.895

+ 0.060

11

SUPER AGURI

1:05.888

+ 2.016

+ 0.221

12

ANDREA MODA

1:06.227

+ 2.355

+ 0.473

13

HRT

1:06.700

+ 2.828

+ 0.507

14

SIMTEK

1:06.734

+ 2.862

+ 0.034

15

FORTI CORSE

1:07.225

+ 3.353

+ 0.491

16

SPIRIT

1:07.651

+ 3.779

+ 0.426

QUALIFICHE 1

POS.

SCUDERIA

TEMPO

DIST.

1

COPERSUCAR

1:03.580

MIGLIOR TEMPO

2

SCUDERIA ITALIA

1:04.347

+ 0.767

+ 0.767

3

ARROWS

1:04.616

+ 1.036

+ 0.236

4

FONDMETAL

1:04.673

+ 1.093

+ 0.087

5

PROST

1:04.866

+ 1.288

+ 0.195

6

EUROBRUN

1:04.919

+ 1.339

+ 0.051

7

HESKETH

1:05.219

+ 1.639

+ 0.300

8

TOLEMAN

1:05.276

+ 1.696

+ 0.057

QUALIFICHE 2

POS.

SCUDERIA

TEMPO

DIST.

1

COPERSUCAR

1:04.024

PIE VELOCE

2

SCUDERIA ITALIA

1:04.549

+ 0.525

+ 0.525

3

FONDMETAL

1:04.649

+ 0.652

+ 0.127

4

ARROWS

1:05.021

+ 0.997

+ 0.345