Il sogno adesso è realtà: Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo!

Il sogno adesso è realtà: Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo!

La Formula 1 ha un nuovo campione del mondo, il più giovane che abbia mai avuto. Andrea Kimi Antonelli con il suo podio in Messico conquista ufficialmente il titolo Mondiale.

Da bambini i sogni sembrano semplici. Non hanno ancora il peso delle aspettative, della paura di fallire o di tutto quello che bisognerà attraversare per trasformarli in realtà. Esistono e basta. Si può sognare di diventare astronauti, calciatori, piloti, e il giorno dopo immaginare una vita completamente diversa. È forse l’unico momento in cui possiamo permetterci di desiderare qualcosa senza doverci chiedere davvero quanto sarà difficile raggiungerla.

Kimi, invece, sembra aver preso il suo sogno sul serio fin dall’inizio. Con una determinazione difficile da associare a un bambino così piccolo. Ancora troppo giovane per sapere davvero quanto sarebbe stato complicato arrivare fino in fondo, ma già sicuro di quale fosse il traguardo.

«Voglio diventare campione del mondo».

Ma cosa ne sa un bambino di cosa significhi davvero essere campione del mondo? A quell’età probabilmente significa soprattutto una cosa: andare più forte degli altri. Non ci sono ancora dentro la pressione, le aspettative, le sconfitte, i momenti in cui inizi a dubitare persino di te stesso. Tutte cose che Kimi avrebbe scoperto molto più avanti.

Ma tornando alla velocità, quella a Kimi non manca. E i risultati non tardano ad arrivare.

Dai kart il suo nome comincia presto a farsi conoscere anche fuori dall’Italia. Nel 2019, a soli 12 anni, entra nel programma giovani della Mercedes. Conquista per due volte consecutive il Campionato Europeo di karting, poi arriva il momento dedicarsi completamente alle monoposto. Nel 2022 Kimi domina la Formula 4 italiana e conquista anche il titolo nella serie tedesca. Nel 2023 sale ancora di livello e vince prima la Formula Regional Middle East e poi la FRECA. Quattro campionati in due anni, categorie diverse e la sensazione, sempre più evidente, che per Antonelli ogni traguardo sia destinato a diventare rapidamente un punto di partenza.

La Mercedes lo segue da vicino e continua ad alzare l’asticella. Così, per il 2024, arriva una scelta tutt’altro che comune: saltare completamente la Formula 3 e portare Kimi direttamente in Formula 2 ad appena 17 anni. Questa volta, però, vincere non è così immediato. Il salto è enorme e la Prema fatica soprattutto nella prima parte della stagione. Antonelli deve adattarsi a una macchina più complessa, alle gomme, alla gestione delle gare e a un campionato in cui l’esperienza conta molto più di quanto fosse abituato fino a quel momento. Poi arriva Silverstone. Sotto la pioggia Kimi conquista la sua prima vittoria in Formula 2 e poche settimane dopo, a Budapest, arriva anche il primo successo in una Feature Race. Non vincerà il campionato, ma ormai quello che succede in pista è soltanto una parte della storia.

Da Hamilton ad Antonelli: il sedile Mercedes che cambia tutto

Il 1° febbraio 2024 la Formula 1 viene sconvolta da una notizia che nessuno si aspettava: Lewis Hamilton lascerà la Mercedes per correre con la Ferrari dal 2025. Improvvisamente a Brackley c’è un sedile libero. E tra i nomi che iniziano a circolare ce n’è uno che fino a pochi mesi prima sarebbe sembrato quasi impossibile: Andrea Kimi Antonelli.

Ha 17 anni, non ha mai corso in Formula 1 e ha appena iniziato la sua prima stagione in Formula 2. Eppure Mercedes lo conosce da quando ne aveva dodici. Toto Wolff sa perfettamente quale percorso sia stato costruito intorno a lui e decide di metterlo alla prova anche con una Formula 1, attraverso un intenso programma di test con vetture delle stagioni precedenti.

Più passano i mesi, più quella che inizialmente sembrava una suggestione comincia a trasformarsi in una possibilità concreta. Fino a Monza.

Il 30 agosto 2024 Kimi sale sulla Mercedes W15 per disputare la prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Italia. È il suo debutto ufficiale in un weekend di Formula 1 e avviene nel posto probabilmente più complicato possibile per un ragazzo italiano di 18 anni: Monza. L’attesa intorno a lui è enorme. E Kimi non sembra avere alcuna intenzione di andarci piano.

Nei primi minuti spinge subito, fa segnare tempi che attirano l’attenzione e alla Parabolica perde il controllo della Mercedes finendo violentemente contro le barriere. La sua prima FP1 in Formula 1 dura appena dieci minuti.

È un errore. Uno di quelli che, in qualsiasi altro momento della carriera, sarebbero probabilmente rimasti confinati a una giornata storta. Ma Antonelli non è più un ragazzo qualsiasi e ogni cosa che fa viene ormai osservata attraverso una lente molto più grande. Il giorno successivo, quasi come se Mercedes volesse rispondere nel modo più netto possibile a qualsiasi dubbio, arriva l’annuncio: Andrea Kimi Antonelli sarà un pilota ufficiale della squadra nel 2025.

A diciotto anni gli viene affidato il sedile lasciato libero da Lewis Hamilton. Ed è forse qui che comincia davvero la parte più difficile della sua storia. Quella lasciata da Lewis è un’eredità ingombrante persino per un pilota esperto, figuriamoci per un ragazzo che non ha ancora disputato un Gran Premio.

La stagione del debutto, dalle lacrime a Spa alla crescita

A Melbourne al debutto l’emozione è enorme, ma dura giusto il tempo di abbassare la visiera: in gara Kimi rimonta fino al quarto posto e nei mesi successivi arrivano la pole nella Sprint di Miami e il primo podio in Canada. L’impressione è che Antonelli abbia trovato il proprio posto molto più in fretta di quanto fosse lecito aspettarsi.

Poi arriva l’Europa e quella sicurezza comincia lentamente a sgretolarsi. I risultati si complicano, gli errori aumentano e soprattutto Kimi inizia a sentire sulla propria pelle quanto possa essere difficile convivere con ciò che accade fuori dalla macchina. Le critiche, le domande continue, la sensazione di dover dimostrare ogni fine settimana di meritare quel sedile.

A Spa, dopo un’altra qualifica difficile, davanti ai giornalisti non riesce a nascondere le lacrime. È forse la prima volta che dietro al casco si vede davvero il ragazzo di 18 anni che c’è sempre stato.

Quelle lacrime raccontano molto più di una qualifica andata male. In quei mesi la pressione aveva cominciato a consumarlo. Non soffriva soltanto per i risultati che non arrivavano, ma per la sensazione di stare deludendo le persone che avevano creduto in lui, a cominciare da Toto Wolff. Più cercava di reagire, più sembrava perdere quella naturalezza che lo aveva accompagnato per tutta la carriera.

Ed è probabilmente questo il primo vero momento in cui Kimi scopre cosa c’era dietro quelle parole pronunciate tanti anni prima. Non basta andare più forte degli altri. Bisogna riuscire a farlo anche quando la fiducia comincia a mancare, quando ogni errore sembra confermare i dubbi e quando la pressione arriva proprio dal posto in cui hai sempre desiderato essere.

Dopo la pausa estiva qualcosa inizia a cambiare. Kimi comincia a ritrovarsi. A Baku torna a lottare davanti, a Singapore chiude quinto e nel finale di stagione arrivano soprattutto i podi in Brasile e Las Vegas. Più dei risultati, però, cambia il modo in cui affronta i weekend. Il ragazzo che per qualche mese aveva quasi corso con la paura di sbagliare ricomincia a fidarsi di sé stesso.

Kimi riesce così a chiudere il suo primo anno in Formula 1 in crescita. E mentre il 2025 lascia spazio al 2026, intorno alla Mercedes le aspettative cominciano ad aumentare. La nuova power unit viene indicata come una delle più promettenti della nuova era regolamentare e a Brackley torna a farsi strada la speranza di poter lottare per il Mondiale. Ma quando si parla del pilota che potrebbe riportare quel titolo in Mercedes, il primo nome non è quello di Antonelli.

Una lotta che non è mai entrata nel vivo

George Russell è ormai alla sua quinta stagione con la squadra, conosce perfettamente l’ambiente e negli anni precedenti ha dimostrato di poter essere il punto di riferimento del team. Kimi, invece, arriva da un anno in cui talento e velocità non sono mai stati in discussione, ma in cui ha anche mostrato quanto avesse ancora da imparare. E il primo Gran Premio della stagione sembra confermarlo: in Australia George vince, mentre Antonelli completa la doppietta Mercedes con il secondo posto.

Una settimana dopo, però, in Cina le posizioni si invertono. Kimi conquista la pole e in gara si prende la prima vittoria della sua carriera in Formula 1, proprio davanti a Russell. Ha soltanto 19 anni e, dopo appena due Gran Premi, quello che alla vigilia sembrava soprattutto un anno in cui continuare a crescere comincia ad assumere contorni completamente diversi.

A Suzuka arriva un’altra pole e, dopo una partenza complicata che lo fa scivolare indietro, Kimi riesce a risalire fino alla vittoria. Sono passate appena tre gare dall’inizio della stagione e Antonelli si ritrova in testa al Mondiale, diventando il più giovane pilota nella storia della Formula 1 a riuscirci.

A quel punto non è più così strano iniziare a parlare di lui come di un possibile candidato al titolo. Quello che sorprende, semmai, è la velocità con cui la possibilità diventa qualcosa di molto più concreto.

Dopo la pausa Kimi vince anche a Miami. Poi in Canada. Poi a Monaco. Cinque Gran Premi consecutivi, dalla Cina a Monte Carlo. Cinque vittorie che cambiano completamente la dimensione della sua stagione: il pilota che pochi mesi prima arrivava al 2026 con ancora tutto da dimostrare adesso è quello che tutti gli altri devono provare a raggiungere. Ma proprio quando tutto sembra procedere nella direzione giusta, arrivano i primi ostacoli.

A Barcellona un problema tecnico lo costringe al primo ritiro dell’anno. In Austria è Russell a vincere, mentre Antonelli chiude terzo e vede il proprio vantaggio ridursi. Poi arriva Silverstone, un weekend che inizialmente sembra poter rimettere tutto al proprio posto: Kimi vince la Sprint e conquista la pole position per il Gran Premio. La domenica, però, dopo aver lottato nelle prime posizioni, un problema alla Mercedes compromette la sua gara e lo fa precipitare fuori dalla zona punti.

Russell chiude secondo e nel giro di tre Gran Premi il vantaggio di Antonelli si è ridotto a 25 punti. Per la prima volta da quando si è preso la testa del campionato, la possibilità di perderla comincia a diventare concreta. Il calendario, a quel punto, porta la Formula 1 a Spa.

Proprio lì dove un anno prima Kimi si era trovato davanti ai microfoni senza riuscire a trattenere le lacrime. Questa volta ci arriva da leader del Mondiale, dopo tre gare che hanno rimesso in discussione una parte del vantaggio costruito nei mesi precedenti. E riparte da Spa con una vittoria.

Antonelli conquista la pole, in gara perde per pochi istanti la prima posizione ma se la riprende e, nel finale, resiste alla pressione di Leclerc fino al traguardo. Russell, invece, è costretto al ritiro e il vantaggio in campionato torna a salire fino a 50 punti.

Kimi vince a Monza e il titolo si fa sempre più vicino

Poi arriva Monza, ed è difficile non tornare con la mente a due anni prima. Al 2024, a quella prima FP1 durata appena dieci minuti e finita contro le barriere della Parabolica, quando Kimi era ancora un ragazzo che cercava di dimostrare di essere pronto per la Formula 1.

Due anni dopo ci torna da leader del Mondiale. Il weekend, però, si complica ancora prima della partenza e una penalità lo costringe a scattare diciannovesimo. Kimi passa così gran parte della gara a rimontare, fino a raggiungere Russell e superarlo nel finale per andare a vincere il Gran Premio d’Italia.

Nel 2024 Monza era stato il luogo del suo primo errore sotto gli occhi di tutta la Formula 1. Nel 2026 diventa quello di una delle vittorie più importanti nella corsa verso il Mondiale.

A quel punto della stagione Kimi ha già smesso da tempo di essere una sorpresa. Vince ancora in Spagna e il vantaggio in classifica continua a crescere. Mancano diverse gare alla fine, ma per la prima volta il Mondiale sembra abbastanza vicino da cominciare inevitabilmente a pensarci.

Ed è una situazione completamente nuova anche per lui. Perché inseguire qualcosa per tutta la vita è un conto, ritrovarsi improvvisamente così vicino da poterlo quasi toccare è un altro. Ogni gara adesso può avvicinarlo al titolo, ma può anche rimandarlo, complicarlo, trasformare quello che fino a quel momento era stato un campionato straordinario in qualcosa da difendere.

Dopo Monza, la domanda non è più se Kimi possa davvero giocarsi il Mondiale, ma quando arriverà il momento di chiuderlo. Vince ancora in Spagna, limita i danni a Baku e sale sul podio in Bahrain e a Singapore. Il vantaggio costruito nella prima parte dell’anno ha resistito anche ai momenti più complicati e ad Austin arriva la prima occasione per trasformarlo matematicamente in un titolo.

È una combinazione difficile: Kimi deve vincere e poi aspettare i risultati degli altri.

La prima parte dipende da lui, deve vincere e vince. La seconda però no. Hamilton quarto e Russell ottavo tengono ancora aperto il Mondiale. Per appena due punti. Un numero così piccolo ma allo stesso tempo enorme. 

Un po’ come lui, d’altronde.

La fine dell’attesa

Dopo una stagione trascorsa quasi sempre a cercare il massimo, per diventare campione del mondo a Kimi basta pochissimo. Arriva a Città del Messico sapendo di non dover fare nulla di straordinario, che potrebbe permettersi di pensare soltanto a quei due punti e lasciare che sia la classifica a fare il resto. Ma sarebbe un modo di correre che non gli appartiene. Vorrebbe dire pensare al titolo prima ancora di averlo conquistato.

E proprio per questo Kimi in Messico non si è risparmiato. Ha corso come sempre, tirando giù la visiera e pensando solo alla pista fino alla bandiera a scacchi che lo ha consacrato campione del mondo.

È cresciuto sotto gli occhi di tutti, e lo ha fatto così in fretta che a volte è stato facile dimenticare quanto fosse ancora nuovo per lui tutto quello che stava vivendo. Il mondo scopriva Kimi e Kimi, nel frattempo, scopriva il mondo, imparando che il talento non mette al riparo dai dubbi, che essere scelti non significa sentirsi sempre all’altezza e che arrivare dove si è sempre voluto arrivare non rende necessariamente tutto più semplice.

Andrea Kimi Antonelli non è campione del mondo perché era destinato a diventarlo. Il talento e la velocità c’erano fin dall’inizio, ma tutto il resto ha dovuto acquisirlo lungo la strada. Esperienza, consapevolezza, la capacità di convivere con la pressione, di attraversare i dubbi senza lasciare che prendessero il sopravvento, di sbagliare senza perdere la fiducia in se stesso. Giorno dopo giorno ha aggiunto qualcosa al pilota che era, fino a costruire quello che sarebbe diventato.

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P.

N.

SCUDERIA E COMPONENTI

GIRI

TEMPO

GAP

INT

GPV

IMPR.

1

11

ARROWS

Bergamaschi - Cappelletti - Durante - Lanzillo

100

NP

-

-

1:03.217

3

2

10

copersucar

Ammirati - Arangio Febbo - Bona - Fittipaldi

100

NP

18.398

18.398

1:03.577

1

3

15

SCUDERIA ITALIA

+ 5" PENALITà

Cecchin - Tomba - Zaranotello

100

NP

53.082

29.684

1:03.905

1

4

8

fondmetal

Ri. Auteri - Ro. Auteri - Zabeo

100

NP

53.298

0.217

1:03.902

1

5

1

eurobrun

Saurin - Scovenna - Vitiello

99

NP

1 giro

-

1:04.187

0

6

9

prost gp

+ 5" PENALITà

PREMIO CREATIVITA'

Falasca - Laurito - Maggio - Ratini

99

NP

1 giro

24.881

1:04.488

1

7

16

super aguri

Bertaia - Bergomi - Curti

98

NP

2 giri

-

1:04.974

4

8

3

toleman

+ 5" PENALITà

Fissolo - Pontello - Rosa - Scarlata

98

NP

2 giri

32.049

1:05.376

0

9

7

coloni

Bernanrdo - G. Carbognin - L. Carbognin - Micheletto

97

NP

3 giri

-

1:04.473

1

10

14

hrt

+ 10" PENALITà

Cappelli - Donatelli - Esposito - Ferrarese

97

NP

3 giri

6.041

1:04.579

3

11

12

hesketh

Michelozzi - Riente D. - Villella

97

NP

3 GIRI

2.209

1:04.759

4

12

6

ANDREA MODA

Bianchi - Corna - Fauceglia - Fasani

97

NP

3 GIRI

1.026

1:04.328

0

13

14

simtek

Cresti - Olivero - Renzi - Signorini

96

NP

4 giri

-

1:05.784

1

14

5

caterham

Budyta - Crescenti - M. Paoli - R. Paoli

95

NP

5 giri

-

1:05.152

5

15

4

forti corse

Facchinello - Martufi - Massa - Visentin

95

NP

5 GIRI

19.854

1:05.490

0

16

2

SPIRIT

Baraldini - Carra - Giovannini

95

NP

5 GIRI

26.605

1:06.376

0

PREQUALIFICHE

QUALIFICATI IN Q1

POS.

SCUDERIA

TEMPO

DIST.

1

copersucar

1:03:872

MIGLIOR TEMPO

2

EUROBRUN

1:04.128

+ 0.314

+ 0.314

3

ARROWS

1:04.666

+ 0.794

+ 0.480

4

FONDMETAL

1:04.701

+ 0.829

+ 0.035

5

SCUDERIA ITALIA

1:04.936

+ 1.064

+ 0.235

6

PROST GP

1:05.170

+ 1.298

+ 0.234

7

TOLEMAN

1:05.574

+ 1.702

+ 0.404

8

HESKETH

1:05.603

+ 1.731

+ 0.029

ESCLUSI

9

CATERHAM

1:05.707

+ 1.835

+ 0.104

10

COLONI

1:05.767

+ 1.895

+ 0.060

11

SUPER AGURI

1:05.888

+ 2.016

+ 0.221

12

ANDREA MODA

1:06.227

+ 2.355

+ 0.473

13

HRT

1:06.700

+ 2.828

+ 0.507

14

SIMTEK

1:06.734

+ 2.862

+ 0.034

15

FORTI CORSE

1:07.225

+ 3.353

+ 0.491

16

SPIRIT

1:07.651

+ 3.779

+ 0.426

QUALIFICHE 1

POS.

SCUDERIA

TEMPO

DIST.

1

COPERSUCAR

1:03.580

MIGLIOR TEMPO

2

SCUDERIA ITALIA

1:04.347

+ 0.767

+ 0.767

3

ARROWS

1:04.616

+ 1.036

+ 0.236

4

FONDMETAL

1:04.673

+ 1.093

+ 0.087

5

PROST

1:04.866

+ 1.288

+ 0.195

6

EUROBRUN

1:04.919

+ 1.339

+ 0.051

7

HESKETH

1:05.219

+ 1.639

+ 0.300

8

TOLEMAN

1:05.276

+ 1.696

+ 0.057

QUALIFICHE 2

POS.

SCUDERIA

TEMPO

DIST.

1

COPERSUCAR

1:04.024

PIE VELOCE

2

SCUDERIA ITALIA

1:04.549

+ 0.525

+ 0.525

3

FONDMETAL

1:04.649

+ 0.652

+ 0.127

4

ARROWS

1:05.021

+ 0.997

+ 0.345