GP Australia, tra prime volte e vecchie abitudini

GP Australia, tra prime volte e vecchie abitudini

Caos, sorprese e conferme: il primo GP a Melbourne ha già scritto le prime sentenze

Il primo Gran Premio della stagione è sempre un salto nel vuoto. Dopo mesi di attesa e test poco indicativi, finalmente si torna a fare sul serio. E Melbourne, fedele alla sua tradizione, non ha voluto rendere le cose facili a nessuno. La pioggia, attesa ma imprevedibile, è arrivata poco prima della partenza. Trasformando la pista in un enigma da decifrare e costringendo tutti a partire con gomme da bagnato.
Poi, giro dopo giro, la pista ha iniziato ad asciugarsi, rendendo inevitabile il passaggio alle slick. Quando la gara sembrava ormai indirizzata, il meteo ha deciso di riscrivere la storia. Nel finale la pioggia è tornata, stravolgendo strategie e gerarchie e lasciando più di qualcuno con l’amaro in bocca.

Ci sono già delle certezze emerse nel caos di Melbourne, e una di queste è che la McLaren ha tra le mani una monoposto capace di fare la differenza. Sin dalle qualifiche, la MCL39 ha mostrato un equilibrio perfetto tra carico aerodinamico e gestione gomme, con Norris e Piastri capaci di piazzarsi in prima fila senza apparente sforzo. In gara, il distacco accumulato nella parte centrale ha reso chiaro che nessun’altra squadra poteva davvero impensierire il team di Woking, almeno fino all’entrata in scena della pioggia.

Per lunghi tratti, Norris e Piastri hanno avuto un solo vero avversario: loro stessi. La McLaren vista la pressione di Piastri ha prima scelto di tenerlo a bada, comunicandogli di non attaccare Norris. Il team ha dato il via libera alla lotta solamente dopo un errore che aveva allontanato l’Australiano da Lando. Mettendo “al sicuro” la doppietta. O almeno così sperava. Perché anche quando si ha tutto sotto controllo basta un errore per compromettere tutto.

E l’errore è arrivato proprio nel momento più delicato, con il ritorno della pioggia. Piastri, ancora con gomme da asciutto e con pista bagnata ha perso il controllo della macchina, finendo fuori pista. Dicendo addio alla possibilità di diventare il primo australiano a salire sul podio a Melbourne. Un’occasione sfumata, che lascia un senso di incompiuto e alimenta il rimpianto di un risultato che sembrava scritto. Norris, invece, ha mantenuto la calma e ha gestito, seppur con meno sicurezza, gli ultimi giri. Rispondendo agli attacchi di un Max Verstappen che, nonostante una Red Bull meno dominante rispetto al passato, ha trovato il modo di essere comunque lì. A giocarsi la vittoria fino all’ultimo metro. È stato un duello breve ma intenso, risolto a favore di Norris, che ha conquistato così il primo successo del 2025.

Dietro di loro, la Mercedes ha raccolto il massimo possibile, con Russell sul podio e Antonelli subito dietro. Un inizio solido, che lascia intravedere margini di crescita.

Guardando la classifica costruttori dopo la prima gara della stagione ci si accorge subito di chi ha colto o perso un’occasione a Melbourne. Se la McLaren ha ripreso da dove aveva lasciato, imponendo il proprio ritmo e confermandosi al vertice, la Ferrari sembra invece intrappolata in abitudini che conosce fin troppo bene. E non sono certo quelle positive.

Le vecchie abitudini non muoiono mai purtroppo per Ferrari

Già dal sabato, il weekend di Melbourne ha iniziato a prendere una piega complicata, con una qualifica sottotono che ha visto Leclerc e Hamilton relegati in settima e ottava posizione. Lì, quando qualcosa di doveva accendere, si è spento. A differenza della McLaren. Vuoi il set up, la finestra di utilizzo delle gomme, il fatto che la Ferrari abbia cambiato filosofia delle sospensioni, le altezze, e la fragilità ancora in queste condizioni. Lo stesso Leclerc alla vigilia del GP aveva battuto bandiera bianca dicendo che avevano compromesso la performance per trovare qualcos’altro. Qualcosa magari non necessariamente legato a questo weekend. Ma che molti hanno interpretato come un “puntiamo tutto sulla gara”. Peccato che questa volta il peggio è arrivato proprio in gara.

Se la pioggia aveva inizialmente concesso una chance di rimescolare le carte, il muretto Ferrari l’ha trasformata in un’occasione persa. Il team ha ritardato la sosta per montare le intermedie, restando fuori un giro di troppo e vedendo così sfumare ogni possibilità di lottare per il podio. Quando la strategia doveva fare la differenza, la Ferrari si è ritrovata ancora una volta a pagare scelte sbagliate. Proprio come accaduto troppe volte nelle stagioni passate. Un azzardo che ha condannato la gara delle rosse, relegandole nelle retrovie proprio quando la confusione generale avrebbe potuto permettere un colpo di scena.

Cosa che hanno saputo fare altri team minori che adesso precedono la Rossa in classifica. Alex Albon, con la Williams, ha chiuso quinto, Nico Hülkenberg ha portato la Sauber al settimo posto e Lance Stroll è riuscito a capitalizzare il caos per chiudere sesto con l’Aston Martin. Tutti e tre i team tra l’altro hanno portato al traguardo una sola vettura. La Ferrari, invece, è rimasta impantanata, incapace di sfruttare una situazione favorevole e di portare a casa un risultato dignitoso.

A rendere la situazione ancora più preoccupante è la sensazione che la SF-25, in condizioni difficili, non sia all’altezza delle dirette rivali. La gestione gomme resta un’incognita, il passo in gara è stato inferiore alle aspettative e il bilanciamento della vettura sembra aver perso quella stabilità mostrata nei test. Se Melbourne è stato solo un incidente di percorso o un segnale più profondo lo scopriremo nelle prossime gare, ma una cosa è certa: la Ferrari non può permettersi di restare in questa zona grigia troppo a lungo. Il rischio è quello di vedere il sogno mondiale allontanarsi prima ancora che la stagione entri nel vivo.

Melbourne GP

Il ballo dei debuttanti

Melbourne ha anche regalato un primo assaggio della nuova generazione di piloti pronti a farsi spazio in Formula 1. Non tutti, però, hanno vissuto il debutto che sognavano.

Il primo ad averne pagato le conseguenze è stato Isack Hadjar, la cui avventura è finita ancor prima di iniziare. Il francese della Racing Bulls ha perso il controllo della vettura al giro di formazione, finendo violentemente a muro e mettendo fine alla sua prima gara prima ancora di raggiungere la griglia. Un colpo durissimo per il morale di Isack, tornato nel paddock con testa bassa e casco ancora su. Anche Jack Doohan e Gabriel Bortoleto non hanno avuto vita facile, entrambi costretti al ritiro dopo errori in condizioni difficili.

Ma se c’è un esordiente che ha saputo brillare nel caos, quello è Andrea Kimi Antonelli. Il giovane italiano della Mercedes ha affrontato una gara complicata con la freddezza di un veterano, costruendo la sua rimonta giro dopo giro e risalendo dalla sedicesima posizione in griglia fino a un incredibile quarto posto. Un risultato che, grazie al ricorso della Mercedes, è stato ufficialmente restituito dopo una penalità per unsafe release, rendendo ancora più memorabile il suo debutto. Antonelli ha dimostrato di saper gestire la pressione, di avere un ottimo feeling con la monoposto e, soprattutto, di possedere la maturità necessaria per emergere in una stagione che si preannuncia estremamente combattuta.

Melbourne GP

Il resto dei team da rivedere

Se la Mercedes può guardare al futuro con ottimismo, per altri team il primo weekend della stagione è stato più insidioso. L’Aston Martin ha visto sfumare ogni possibilità di un buon risultato con l’errore di Fernando Alonso alla curva 6, che ha dato il via a una serie di eventi caotici nel finale. Lance Stroll, invece, ha limitato i danni chiudendo sesto e raccogliendo punti preziosi. La Williams ha vissuto un fine settimana a due facce: da una parte, la straordinaria gara di Alex Albon, capace di gestire alla perfezione le condizioni mutevoli e chiudere quarto; dall’altra, l’esordio disastroso di Carlos Sainz, finito a muro dopo pochi giri. Un errore pesante che lo lascia con zero punti e la necessità di riscatto immediato in Cina.

Anche Racing Bulls e Stake Sauber hanno avuto un bilancio misto. Yuki Tsunoda ha lottato per la zona punti, ma una strategia sbagliata lo ha relegato fuori dalla top ten, mentre Nico Hülkenberg ha portato a casa un solido settimo posto per Sauber, al contrario di Gabriel Bortoleto, ritiratosi nel finale. Weekend difficile per Alpine, con Pierre Gasly fuori dai punti dopo un errore nel finale e Jack Doohan eliminato nelle prime fasi della gara. Così come la Ferrari, infine la strategia ha peggiorato la situazione della Haas. Il team americano aveva una carta da giocare, con il meteo in peggioramento e ancora le intermedie montate. Ma appena prima del ritorno della pioggia il team ha deciso di montare le slick vanificando quanto costruito. Una scelta insolita considerando che la Haas aveva ben poco da perdere.

Per concludere Melbourne ha offerto una prima fotografia della griglia 2025, evidenziando chi ha sfruttato al meglio le opportunità e chi, invece, ha pagato errori ed episodi sfortunati. La McLaren sembra già avere il pacchetto più completo, mentre la Red Bull resta pericolosa solo grazie al talento di Verstappen. Mercedes, Williams hanno dimostrato di poter lottare per posizioni importanti. Per Ferrari, invece, il verdetto è stato impietoso, con una gara che doveva rappresentare un’occasione e che invece ha lasciato solo dubbi e frustrazione. In Cina urge rialzare la testa, ripartire da zero.

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P.

N.

SCUDERIA E COMPONENTI

GIRI

TEMPO

GAP

INT

GPV

IMPR.

1

11

ARROWS

Bergamaschi - Cappelletti - Durante - Lanzillo

100

NP

-

-

1:03.217

3

2

10

copersucar

Ammirati - Arangio Febbo - Bona - Fittipaldi

100

NP

18.398

18.398

1:03.577

1

3

15

SCUDERIA ITALIA

+ 5" PENALITà

Cecchin - Tomba - Zaranotello

100

NP

53.082

29.684

1:03.905

1

4

8

fondmetal

Ri. Auteri - Ro. Auteri - Zabeo

100

NP

53.298

0.217

1:03.902

1

5

1

eurobrun

Saurin - Scovenna - Vitiello

99

NP

1 giro

-

1:04.187

0

6

9

prost gp

+ 5" PENALITà

PREMIO CREATIVITA'

Falasca - Laurito - Maggio - Ratini

99

NP

1 giro

24.881

1:04.488

1

7

16

super aguri

Bertaia - Bergomi - Curti

98

NP

2 giri

-

1:04.974

4

8

3

toleman

+ 5" PENALITà

Fissolo - Pontello - Rosa - Scarlata

98

NP

2 giri

32.049

1:05.376

0

9

7

coloni

Bernanrdo - G. Carbognin - L. Carbognin - Micheletto

97

NP

3 giri

-

1:04.473

1

10

14

hrt

+ 10" PENALITà

Cappelli - Donatelli - Esposito - Ferrarese

97

NP

3 giri

6.041

1:04.579

3

11

12

hesketh

Michelozzi - Riente D. - Villella

97

NP

3 GIRI

2.209

1:04.759

4

12

6

ANDREA MODA

Bianchi - Corna - Fauceglia - Fasani

97

NP

3 GIRI

1.026

1:04.328

0

13

14

simtek

Cresti - Olivero - Renzi - Signorini

96

NP

4 giri

-

1:05.784

1

14

5

caterham

Budyta - Crescenti - M. Paoli - R. Paoli

95

NP

5 giri

-

1:05.152

5

15

4

forti corse

Facchinello - Martufi - Massa - Visentin

95

NP

5 GIRI

19.854

1:05.490

0

16

2

SPIRIT

Baraldini - Carra - Giovannini

95

NP

5 GIRI

26.605

1:06.376

0

PREQUALIFICHE

QUALIFICATI IN Q1

POS.

SCUDERIA

TEMPO

DIST.

1

copersucar

1:03:872

MIGLIOR TEMPO

2

EUROBRUN

1:04.128

+ 0.314

+ 0.314

3

ARROWS

1:04.666

+ 0.794

+ 0.480

4

FONDMETAL

1:04.701

+ 0.829

+ 0.035

5

SCUDERIA ITALIA

1:04.936

+ 1.064

+ 0.235

6

PROST GP

1:05.170

+ 1.298

+ 0.234

7

TOLEMAN

1:05.574

+ 1.702

+ 0.404

8

HESKETH

1:05.603

+ 1.731

+ 0.029

ESCLUSI

9

CATERHAM

1:05.707

+ 1.835

+ 0.104

10

COLONI

1:05.767

+ 1.895

+ 0.060

11

SUPER AGURI

1:05.888

+ 2.016

+ 0.221

12

ANDREA MODA

1:06.227

+ 2.355

+ 0.473

13

HRT

1:06.700

+ 2.828

+ 0.507

14

SIMTEK

1:06.734

+ 2.862

+ 0.034

15

FORTI CORSE

1:07.225

+ 3.353

+ 0.491

16

SPIRIT

1:07.651

+ 3.779

+ 0.426

QUALIFICHE 1

POS.

SCUDERIA

TEMPO

DIST.

1

COPERSUCAR

1:03.580

MIGLIOR TEMPO

2

SCUDERIA ITALIA

1:04.347

+ 0.767

+ 0.767

3

ARROWS

1:04.616

+ 1.036

+ 0.236

4

FONDMETAL

1:04.673

+ 1.093

+ 0.087

5

PROST

1:04.866

+ 1.288

+ 0.195

6

EUROBRUN

1:04.919

+ 1.339

+ 0.051

7

HESKETH

1:05.219

+ 1.639

+ 0.300

8

TOLEMAN

1:05.276

+ 1.696

+ 0.057

QUALIFICHE 2

POS.

SCUDERIA

TEMPO

DIST.

1

COPERSUCAR

1:04.024

PIE VELOCE

2

SCUDERIA ITALIA

1:04.549

+ 0.525

+ 0.525

3

FONDMETAL

1:04.649

+ 0.652

+ 0.127

4

ARROWS

1:05.021

+ 0.997

+ 0.345