Certe storie non finiscono. Fanno un giro immenso e poi ritornano, magari in un altro tempo, sotto una nuova luce. Ma con lo stesso cuore. Così, in un angolo di Giappone intriso di passione e leggenda, la Red Bull si prepara a scendere in pista per l’ultima volta insieme a Honda, riportando alla memoria uno dei capitoli più emozionanti della storia della Formula 1: la prima vittoria giapponese, firmata RA272.
La storica Honda RA272 e quella prima vittoria che la destinò alla storia
È un addio dal sapore nostalgico. Un saluto scritto in bianco e rosso, i colori del Sol Levante, gli stessi che sessant’anni fa, nel 1965 vestirono la leggendaria monoposto di Richie Ginther in volata verso la prima vittoria in Formula 1. Ma per capire davvero il significato di quella vittoria, bisogna tornare ancora più indietro. All’inizio degli anni ’60, Soichiro Honda decide che non basta dominare il mondo delle due ruote: vuole vincere anche nella massima categoria del motorsport, e vuole farlo con una vettura interamente giapponese. Telaio, motore, tutto costruito in casa. Una sfida enorme, ma portata avanti con la testardaggine di chi sogna in grande.
Nel 1964, Honda debutta in Formula 1 con la RA271, una vettura ambiziosa ma ancora acerba. Corre soltanto tre gare, tutte concluse con un ritiro. Il motore V12, montato in posizione trasversale, ha potenza ma poca affidabilità. La macchina è troppo pesante e difficile da gestire. Eppure, la determinazione non manca. L’anno seguente arriva la RA272: più leggera, più stabile, più veloce. E, soprattutto, affidata a Richie Ginther, pilota veloce e meticoloso, capace di sviluppare l’auto insieme agli ingegneri giapponesi. La stagione parte in salita, ma gara dopo gara Honda inizia a trovare il passo, fino all’appuntamento finale di Città del Messico, ultima tappa di una stagione ancora piena di incognite.
I riflettori erano puntati su Jim Clark – già campione iridato – e Dan Gurney, ma fu proprio la Honda, con la sua RA272 bianca e rossa, a prendersi la scena. Ginther scatta dalla seconda fila e prende la testa della corsa fin dalla prima curva. Non la lascerà mai più. La RA272 volava sul tracciato dell’Autódromo Hermanos Rodríguez, sfruttando al meglio il V12 ad altissimi regimi, progettato da zero da Honda. La RA272 di Ginther taglia il traguardo per prima, consegnando il primo storico successo alla casa Giapponese. Una vittoria nata da ostinazione, tecnica, cuore.
Nel box Honda, tra tecnici e ingegneri in lacrime, c’era anche Yoshio Nakamura. Era stato lui, ex ingegnere aeronautico, a guidare lo sviluppo della vettura e a curarne ogni dettaglio, anche per adattarla all’alta quota di Città del Messico. Dopo la vittoria, Nakamura inviò un telegramma alla sede centrale di Tokyo. Tre sole parole: “Veni, vidi, vici.” Era il modo più semplice — e più potente — per raccontare al mondo ciò che Honda aveva appena compiuto.
Il tributo di Red Bull con la RB21 che torna a vestirsi dei colori del Sol Levante
Sessant’anni dopo, in occasione del GP di casa a Suzuka, Red Bull ha deciso di vestire la RB21 con una livrea che riporta alla memoria il primo successo della Honda. Il blu iconico lascia spazio al bianco puro, con tocchi di rosso profondo, metallico. Il toro sul cofano è lo stesso, ma stavolta grida una storia diversa: quella di un passato glorioso che torna a vivere. Sparisce il cerchio dorato, compare il logo Honda in versione minimale, come in passato.

Non è la prima volta che Red Bull celebra Honda in questo modo. Già nel 2021, in un’altra stagione carica di emozioni, il team portò in pista una livrea bianca al GP di Turchia, dedicata al Giappone che quell’anno non poté accogliere il suo Gran Premio. Ma stavolta, Suzuka ci sarà. E ci sarà anche Yuki Tsunoda, alla sua prima apparizione ufficiale nel team principale. Il cerchio si chiude davvero: un pilota giapponese, in Giappone, su una Red Bull che porta addosso la storia della RA272.
Questo Gran Premio arriva in un momento delicato. La stagione è appena iniziata, eppure Red Bull ha già vissuto le sue prime scosse interne. Liam Lawson, chiamato a sostituire Sergio Perez, non ha convinto e ha lasciato spazio proprio a Tsunoda, chiamato ad una sfida decisamente notevole, vedendo il percorso difficile che i compagni di Verstappen hanno dovuto affrontare in questi ultimi anni. L’atmosfera attorno al box è densa di attese, domande e aspettative. Honda lascerà definitivamente Red Bull alla fine del 2025, diretta verso una nuova avventura con Aston Martin.
Suzuka sarà davvero un ultimo ballo. Un giro di valzer tra passato e presente.